Nome: Roberta Soprannome: Roby

Qual è la prima cosa che fai quando ti svegli ? Se c’è mio marito mi volto verso di lui e gli dico “Ciao amo!”. Se non c’è accarezzo Zoreno, il mio cagnolino, che cerca di svegliarmi leccandomi la mano. Ma solo se non c’è mio marito! Altrimenti si ingelosisce.

Realista o sognatrice ? Realista.
Pigra o sportiva ? Pigra.

Ai fornelli o alla forchetta ? Che domande, alla forchetta ovvio!

Quali sono le tue più grandi passioni ? Amo il cinema e la lettura.

So che ti piace anche scrivere... Certo, adoro scrivere, ma mai di me! Tutto rigorosamente inventato e frutto della mia fantasia.

Ti piace viaggiare ? Una meta consigliata e una in cui vorresti andare.
Oh si, moltissimo! Consiglio la Thailandia, meravigliosa. La meta dei miei sogni è il Madascar, amo la natura e gli animali e quello mi sembra un posto perfetto per trovarli.

Parlami un po’ di Gocce di Memoria…
Volevo potermi occupare dei ragazzi e curare disturbi come la DSA e l’ADHD in un posto dall’altmosfera familiare, capace di farli sentire a loro agio. Un posto in cui chi lavora non indossa il camice, un posto economicamente accessibile a tutti, anche alle famiglie più numerose.

Come hai deciso di aprire lo studio ?
Diciamo che è un progetto che avevo in mente da tempo, poi il 2015 è stato un anno pazzesco. Ho coronato sia il mio sogno d’amore che quello artistico. Mi sono sposata, le vendite del mio libro sono andate bene ed è stato tratto un film dal romanzo. È stato un anno di cambiamenti importanti, ho deciso di ricominciare a studiare e ho cambiato casa. Tutto stava andando a gonfie vele e così mi sono detta: “Questo è il momento giusto”.

Qual è la cosa che ami di più di questo lavoro ?
La soddisfazione che provo quando vedo i ragazzi riuscire a fare cose che nemmeno loro pensavano possibili, veder crescere la loro fiducia in sè stessi, vederli sorpresi dalle loro stesse capacità. Mi piace far loro capire che con la forza di volontà si possono fare grandi cose. Adoro sentirli ridere e vederli raggianti quando raggiungono il loro obiettivo.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontri ?
A volte non è facile entrare subito in sintonia con i ragazzi. Sono tutti talmente diversi l’uno dall’altro! Ognuno ha i suoi punti deboli e capita che io non riesca a coglierli subito. Certo quando puoi si riesce a capirli fino in fondo è un’enorme soddisfazione. Poi sicuramente gli insegnanti che non rispettano i PDP ( Piani Didattici Personalizzati) preparati ad hoc per ogni ragazzo. Mi trovo spesso a dover parlare con insegnanti che sembrano non aver capito nulla dei loro allievi ed è davvero difficile affrontare la loro testardaggine.

Uno dei metodi che usi di più nel tuo lavoro è il gioco, come hai scoperto le sue potenzialità ?
Il gioco ha aiutato prima di tutto me stessa, mi ha permesso di migliorare quelle qualità in cui mi sentivo più debole. Per questo ho deciso di usarlo con i ragazzi, volevo che provassero anche loro la stessa gioia e soprattutto la stessa soddisfazione che ho sempre provato io giocando. Ogni gioco aiuta a sviluppare un’abilità diversa, e funziona davvero! É incredibile come quelle stesse abilità possano poi diventare utilissime nello studio e nella vita di tutti i giorni.

C’è un gioco cui sei particolarmente affezionata ?
Dixit, è semplicemente geniale. È un gioco che stimola a mille la creatività, riesce a collegare la realtà concreta con quella personale e misteriosa che ognuno ha nella propria mente e che spesso viene purtroppo dimenticata.

Qualche idea ed obiettivo per il futuro ?
Sicuramente ingrandire lo studio, pur mantenendo il suo clima intimo e familiare. Vorrei portare il metodo di studio, che è il nostro cavallo di battaglia, anche direttamente nelle scuole, dove viene spesso trascurato. Mi piacerebbe sviluppare sempre di più l’apprendimento attraverso il gioco e soprattutto introdurre nuove attività come la pet therapy, la musicoterapia e l’arteterapia.

Un consiglio per chi decide di seguire fino in fondo la propria passione e di realizzare un progetto personale.
Gli direi di non avere paura perchè quando credi davvero in quello che fai puoi raggiungere qualsiasi traguardo. Mai credere a chi dice “non ce la farai” anzi, bisogna sempre puntare al massimo. Non si tratta di sognare ma di credere davvero nelle proprie potenzialità, cercando di migliorarle il più possibile senza accontentarsi mai.

In un universo parallelo, cosa ti piacerebbe essere ?
La moglie di un astronauta, per vedere il mondo da un’altra prospettiva.

Un tuo motto.
Mmm, vediamo…Ah si! Dico sempre ai miei ragazzi “che rydere!” oppure “cyao”. Così, con la y. Che vuoi che ti dica, ho un debole per la y! Mi fa morire dalle risate, ha una forma così buffa e simpatica. È tutto più bello, con la y.